La Social Advocacy: il nuovo trend del marketing aziendale

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Quando i dipendenti sono collaboratori,  brand ambassador, social media addicted e… un grande valore aggiunto!

La continua e repentina evoluzione del mercato del lavoro ha evidenziato delle criticità rispetto l’importanza di possedere delle competenze digitali. Attualmente circa l’80% della forza lavoro, per utilizzare un termine coniato da Marc Prensky, si riduce ad immigrati digitali, la nuova generazione dei nativi digitali entrerà ufficialmente nel mondo del lavoro entro i prossimi 2 o 3 anni e nell’attesa le aziende hanno dovuto rimediare sviluppando nei propri dipendenti le loro digital media capabilities, dove per capabilities intendiamo la fusione dei concetti capacità e abilità. Questo concetto, forgiato a metà degli anni ottanta da Amartya Sen, Professore di Economia e Filosofia ad Harvard, in seguito definito meglio con il contributo di Martha Nussbaum, Filosofa Politica dell’Università di Chicago, descrive il benessere individuale  come “un processo in cui i mezzi e le risorse acquisibili o disponibili rappresentano uno strumento  per ottenere benessere”. Quindi l’abilità dei dipendenti di gestire un processo aziendale secondo una serie di regole che la caratterizzano come una best practice. L’utilizzo meticoloso di queste capabilities dei dipendenti si riflette in un vantaggio competitivo per l’azienda, rilevabile in termini di miglioramento del fatturato, riduzione dei costi e fidelizzazione del cliente.

A conferma di ciò, Lebu, una piattaforma dedicata al social learning (di cui abbiamo già parlato anche qui), ha registrato, a gennaio 2016, il moltiplicarsi delle richieste di aziende che chiedono nuovi corsi sulle competenze digitali per i propri dipendenti. Infatti, le varie policy aziendali si stanno evolvendo, ormai utilizzare i social al lavoro è concesso a tutti i dipendenti, purché lo si faccia per incrementare il business. Coinvolgere i dipendenti nelle strategie (digital)aziendali è importante per aumentare notevolmente il fatturato, soprattutto per un’azienda di servizi commerciali.

Lebu - Piattaforma eLearning

Infatti, i primi ambassador delle aziende sono proprio i dipendenti. Le aziende che vogliono davvero evolvere con la digital disruption hanno bisogno di leader lungimiranti con chiari obiettivi e annesse strategie che coinvolgano tutte le risorse. Quindi, innanzitutto, l’area manager deve assicurarsi che i dipendenti si sentano appagati dal proprio lavoro e si definiscano parte integrante dell’azienda. Poi dovrà motivare e stimolare, attraverso delle gratificazioni e/o tramite uno programma di sensibilizzazione, così da incoraggiare a condividere tutte le news sulla società e farli divenire i primi fan dell’azienda stessa. Infatti, la social advocacy, cioè il supporto social dei dipendenti, si innesca con la condivisione volontaria di contenuti, e questo può accadere solo se le persone sono coinvolte, soddisfatte e allineate con la cultura aziendale. Inoltre, è fondamentale che tutti conoscano i meccanismi dei canali digital e imparino a utilizzarli opportunamente attraverso una formazione specifica.

Possiamo valutare l’efficacia di questa strategia attraverso degli esempi. Un’azienda di medie dimensioni con 100 dipendenti, può avere un totale di 5000 follower tra Facebook, Twitter e Instagram. Se ogni lavoratore possiede 250 contatti ed è formato per utilizzare in modo adeguato i social network, condividendo contenuti sulla propria azienda di vario genere, quindi sollecitando l’attenzione e l’interesse dei propri contatti, i follower di quest’ultima potranno passare da 5000 a 30000.

Invece, un altro tipo di azienda, potrebbe sfruttare i canali social, LinkedIn come primo, per contattare in maniera rapida ed efficace potenziali nuovi clienti o mantenere i contatti con clienti già acquisiti, con l’obiettivo di fidelizzarli con nuove proposte o aggiornandoli sulle opportunità di crescita. Ciò riduce tempi e costi ed incrementa i profitti.

Digitalizzazione e Social Media

Quindi, la formazione gioca un ruolo fondamentale, uno strumento che facilita il processo di sviluppo di nuove competenze, permette la condivisione delle conoscenze, consente la collaborazione e la cooperazione tra le parti e tra i pari. A questo punto, formare i propri dipendenti e aggiornarli (perché la formazione non si riduce a un singolo momento, ma è continua!) è indispensabile!

Digitalizzare i dipendenti

Secondo una ricerca condotta da Fujitsu in vari paesi UE, nonostante la digitalizzazione sia diventata una necessità, ci sono ancora numerose risorse umane in diversi settori che non hanno competenze digitali sufficienti. L’indagine nipponica ha coinvolto più di 600 tra manager C-level e responsabili di budget IT e afferma un grande ottimismo del mercato lavorativo nei confronti della trasformazione digitale, probabilmente alimentato anche dal progetto Europa 2020. La nota positiva è che si è evidenziata una forma di concreta consapevolezza che la mancanza di digitalizzazione porti a conseguenze negative, quindi si spera che questa presa di coscienza sia stimolo per una spinta rapida verso il digitale.

Anche l’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano ha svolto una ricerca su 100 direttori del personale di aziende medio-grandi, individuando i digital soft skill necessari al cambiamento. Si tratta di un elenco di competenze trasversali (capacità di tipo relazionale e comportamentale) che consentono, se associate agli strumenti digitali, di produrre un netto miglioramento. Digital awareness, virtual communication, self-empowerment, knowledge networking e creativity solo per citarne alcune, tra queste la più diffusa sembra essere  la digital awareness, ovvero la capacità di gestire in modo consapevole e appropriato la sicurezza e la confidenzialità dei dati aziendali, la salute della persona e il rispetto del work-life balance utilizzando gli strumenti digitali. Purtroppo, ancora poco conosciuta è la virtual communication, forse la più importante in questo elenco di competenze perché quella che ci consente di utilizzare i canali social per intrattenere le relazioni.

Ma niente paura! Come affermato da Lebu, le aziende iniziano a voler investire sulla comunicazione virtuale, dato il largo utilizzo dei social media ai quali siamo esposti, quotidianamente.

Quindi, si digitalizzi chi può… ormai esiste anche una norma ufficiale per le professioni del Web, perché non approfittarne?!

Marialuisa Allocca

Autore/trice

Marialuisa Allocca

Laureata in Scienze dell'Educazione. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Formazione Continua. Appassionata di tecnologie per l'istruzione e del mondo web in genere. Sensibile alle problematiche dei giovani e cosciente di possedere un'incisiva empatia. Devota alla musica e al cinema. Finemente vanitosa, tanto da interessarsi al campo della moda e del make up aggiornandosi e seguendo i fashion blog più in voga.

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