#Petaloso, la parola di Matteo si diffonde sui social media

0

Un bambino di terza elementare inventa la parola “petaloso” e la maestra chiede il parere dell’Accademia della Crusca. Il risultato? La parola riceve l’ok e parte la diffusione sui social.

Succede così che, studiando gli aggettivi, un alunno della terza elementare di Copparo, Ferrara, inventi la parola “petaloso“; la maestra Margherita, invece di segnare in rosso l’errore, ha voluto credere nel suo studente Matteo, e ha chiesto il parere dell’Accademia della Crusca. La risposta non si è fatta attendere e l’insegnante ne ha postato il contenuto su Facebook, scatenando un passaparola che in poche ore è rimbalzato sui maggiori social.

Caro Matteo,
la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano così come sono usate parole formate nello stesso modo.
Tu hai messo insieme le parole petalo + oso ➺ petaloso = pieno di petali, con tanti petali.
Allo stesso modo in italiano ci sono:

pelo + oso ➺ peloso = pieno di peli, con tanti peli
coraggio + oso ➺ coraggioso = pieno di coraggio, con tanto coraggio.
La tua parola è bella e chiara, ma sai come fa una parola a entrare nel vocabolario? Una parola nuova non entra nel vocabolario quando qualcuno la inventa, anche se è una parola “bella” e utile. Perché entri in un vocabolario, infatti, bisogna che la parola nuova non sia conosciuta e usata solo da chi l’ha inventata, ma che la usino tante persone e tante persone la capiscano.
Se riuscirai a diffondere la tua parola fra tante persone e tante persone in tutta Italia cominceranno a dire e a scrivere “Com’è petaloso questo fiore!” o, come suggerisci tu, “le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi”, ecco, allora petaloso sarà diventata una parola dell’italiano, perchè gli italiani la conoscono e la usano. A quel punto chi compila i dizionari inserirà la nuova parola fra le altre e ne spiegherà il significato.
È così che funziona: non sono gli studiosi, quelli che fanno i vocabolari, a decidere quali parole sono belle o brutte, utili o inutili. Quando una parola nuova è sulla bocca di tutti (o di tanti), allora lo studioso capisce che quella parola è diventata una parola come le altre e la mette nel vocabolario.
Spero che questa risposta ti sia stata utile e ti suggerisco ancora una cosa: un bel libro, intitolato Drilla e scritto da Andrew Clements. Leggilo, magari insieme ai tuoi compagni e alla tua maestra: racconta proprio una storia come la tua, la storia di un bambino che inventa una parola e cerca di farla entrare nel vocabolario.
Grazie per averci scritto.
Un caro saluto a te, ai tuoi compagni e alla tua maestra.

Maria Cristina Torchia
 Redazione della Consulenza linguistica
Accademia della Crusca

 

Ed ecco le reazioni sui social media, a partire dal tweet dell’insegnante e passando per qualche azione di Real Time Marketing da parte di vari brand.

Pensateci, i social media hanno permesso ad un bambino di divulgare il suo neologismo, rendendo possibile l’idea che petaloso inizi ad essere usato dagli italiani. È ancora presto per dire se un giorno Matteo vedrà la sua parola nei vocabolari, ma di certo sembra essere sulla buona strada.

Marica Mastroianni

 

Autore/trice

Marica Mastroianni

Laureata in Scienze della Comunicazione, sogna di trasformare le sue passioni in lavoro. Incuriosita da tutto ciò che riguarda la comunicazione, l'advertising e i social media, si definisce telefilm addicted e crazy cat lady.

Potrebbe interessarti anche...

Nuovo Profilo LinkedIn - Anteprima Scheda utente

Scopri il nuovo profilo LinkedIn!

Contenuti meglio organizzati, esteticamente più gradevole, molto più social connected! Ha cominciato con il restyling delle pagine aziendali, ma adesso il ‘new look’ arriva anche ...