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Black Humour: quando le vera tragedia è mancanza di intelletto!

Cos’è il black humor? C’è davvero da ridere sulle disgrazie altrui?

Average Italian Guy è il nome della pagina Facebook che ha pubblicato diversi commenti di cattivo gusto e razzisti sotto l’etichetta di black humour, inerenti la tragedia del 29 luglio scorso, quando al ritorno da un pellegrinaggio, un autobus con circa 50 passeggeri è precipitato in una scarpata da un viadotto autostradale. Le dinamiche sono ancora da chiarire e competono gli inquirenti, ma la cosa certa è che quasi quaranta persone hanno perso la vita mentre tornavano a casa dopo un week end di “vacanza”, una di quelle gite fuori porta organizzate spesso dalle tante parrocchie della penisola e destinate a rallegrare, seppur per brevi periodi, persone che troppo spesso non hanno tempo o finanze per permettersi altro. Ebbene, la pagina suddetta ha ritenuto divertenti status quali:

“Precipita pullman vicino Avellino, 40 morti tra cui nessun italiano”.

mentre le vittime erano originarie della provincia partenopea. I social purtroppo. ben sappiamo, donano libera espressione a chiunque, e magari si potrebbe giustificare questo atto come singolare ed isolato, ma il problema sorge quando ben 583 “mi piace” (rilevati all’atto di scrittura di questo pezzo) ricevuti dallo status. Un dato allarmante che evidenzia lo spirito razzista che ancora persiste nel 2013, anno della modernità, dell’era tecnologica, della società della conoscenza.

Proposta

Incidente autobus Avellino

Dinnanzi all’indignazione per cotanta ignoranza, c’è da chiedersi a questo punto, se magari i social, utilizzati ormai anche come veicolo di offese, denigrazione, razzismo e svariati scopi indegni, debbano istituire delle leggi per punire o almeno moderare questi atti. Sarebbe una possibile soluzione, magari, se si perseguissero queste persone legalmente anziché ridursi alla “segnalazione” o al “ban” che si risolve, per la maggiore, nella creazione di una nuova fanpage o gruppo, dove si aggiungono a sentimenti poco dignitosi anche lo scherno e la rabbia dell’affronto per l’oscuramento della pagina precedente.

E’ quindi giusto consentire tanta libertà di espressione, anche a scopi tanto disgustosi? Dovrebbero sorgere delle forme di restrizione? Ci dovrebbero essere dei controlli più fitti? Insomma, fin dove la netiquette ha senso?

Nell’attesa che si prendano provvedimenti, da parte delle autorità, nei confronti di queste fanpage, mi sembra doveroso avendo citato la tragedia, porgere sentito cordoglio alle famiglie delle vittime, sperando di non dover mai più leggere status di black humour riguardo avvenimenti tanto dolorosi.

Marialuisa Allocca

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Marialuisa Allocca

Laureata in Scienze dell'Educazione. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Formazione Continua. Appassionata di tecnologie per l'istruzione e del mondo web in genere. Sensibile alle problematiche dei giovani e cosciente di possedere un'incisiva empatia. Devota alla musica e al cinema. Finemente vanitosa, tanto da interessarsi al campo della moda e del make up aggiornandosi e seguendo i fashion blog più in voga.

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2 Comments

  1. Credo che tu non capisca il vero significato del black humor non perchè tu sia stupida ma solo perchè sei ignorante, ignori il verò significato dell’umorismo nero, che in realtà serve a far riflettere su avvenimenti importanti o sulla natura umana, quello che i moralisti non capiscono è il fatto che lo scopo del black humour non è quello di sfottere il soggetto in sé, ma di far riflettere gli altri sulla sua situazione. Per esempio, è chiaro che se si prende in giro Whitney Houston (o altri cantanti morti di recente) per la sua morte non si ha niente contro la cantante, ma si critica il fatto che una volta che è morta tutti diventino improvvisamente suoi fan accaniti. È una cosa da ipocriti, oltre che da stupidi.
    Un caso simile si verifica quando muoiono soggetti sconosciuti, come Sarah Scazzi, Yara & C.O. Non si ha niente contro di loro, ma si critica il fatto che spesso i media trasformano tragedie simili in reality show, parlandone con una frequenza assurda e tutto ciò per fare audience. In questo modo i media mettono in evidenza anche il fatto che certe morti valgano più delle altre. Tutto ciò è estremamente stupido.

    Altri argomenti puntualmente bersagliati dal black humour sono la religione cattolica e le minoranze. Per quanto riguardo alla prima non si prende in giro tanto il credo religioso ma tutti gli abusi e le cavolate incredibili che combina la chiesa: se voi le vedreste coi vostri occhi sicuramente avreste molto da criticare. Provate ad immaginare vostro figlio vittima di un prete pedofilo o il fatto che il Vaticano ha più soldi di tutta l’Africa messa insieme. Tutti questi sono problemi reali.
    Riguardo alle minoranze invece dovete tenere presente che tutti gli autori del black humour sono anti-razzisti per definizione. Per spiegarvi meglio questo punto vi cito una frase della migliore pagina black humour di Facebook: Age Of Memes (che tuttavia non è mia):

    “Momento serietà per gli amici “molaristi”: io le minoranze e i diversamente abili li rispetto molto più di voi e non a parole. Per questo mi permetto anche di sfotterli. Voi avete la coda di paglia, Mamma Televisione vi ha insegnato che non è bene ridere dei subnormali e voi, come tante scimmiette ammaestrate, obbedite e fingete di scandalizzarvi, con il vostro culo ben attaccato alla sedia però. È facile fare il “moralista” su Facebook, facile, comodo e a portata di click. Poi nella vita reale magari assistete a crimini come stupri rapine o pestaggi e vi fate “i cazzi vostri”. Sapete che la maggioranza dei crimini in Italia è impunita, proprio perché nessuno “ha visto niente”? Non vi chiedo neanche di capirlo questo discorso, tanto so che non ci arrivereste. Vi chiedo soltanto di continuare a fare gli ipocriti e a fingere di scandalizzarvi perché ci divertite tantissimo e date un perfetto esempio a tante persone di cosa non dovrebbero mai diventare. Tanto amore, happy potato day.”

    La domanda che sicuramente state per porvi è questa: “Come si fa a rispettare qualcuno sfottendolo?”. Bene. Sono sicuro che voi sfottete molte cose. Nel momento in cui dite “no, questo non si deve sfottere perché è diverso” non solo mostrate il vostro razzismo, ma mettete anche in risalto la diversità di quella persona. I veri razzisti, dunque, non sono quelli che scherzano su tali persone o tali argomenti (che come già dichiarato sono anti-razzisti per definizione) ma, come spiega meglio questo commento sul post di sopra, voi:

    “Il fulcro è, come South Park ci insegna, che non è riservando un trattamento speciale a chi è “diverso” che gli si fa un favore, cioè: se io piglio per il culo bianchi, neri, donne e bambini, perchè non dovrei fare ironia anche su un diversamente abile? È questo il razzismo, è questo che li fa sentire diversi, l’attegiamento della pagina li include mentre l’atteggiamento del moralista di turno li esclude, marca la loro diversità e li fa sentire poveri deficienti.
    Sono persone come tutti noi, con un loro intelletto ed una loro capacità di difendersi (molti down sanno usare il pc meglio di molta gente che commenta questo post) e se lo scopo della pagina è fare ironia, sarebbe da razzisti non fare ironia anche su di loro.” (O. W.)

  2. Evidentemente non avete capito un cazzo del black humor. Nella maggior parte dei casi serve a far riflettere: ad esempio, a Charlie Hebdo, hanno fatto un bel fumetto black humor sul terremoto di Amatrice, tutti “indinniati” ma nessuno che ci pensa: quelle case sono più fragili di un bicchiere di vetro.
    Ovvio che poi ci sono le pecore nere sadiche, ma è come dire che tutti i musulmani sono terroristi per colpa dell’ISIS.
    E poi, perseguire penalmente chi fa black humor? La libertà di pensiero l’abbiamo dimenticata nel 1700? Manco avessi minacciato di morte qualcuno…
    È inutile che porgete le vostre condoglianze se dopo 4 secondi ve ne siete già dimenticati.

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