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Facebook Journalism Project: Social Giornalismo certificato

Zuckerberg punta all’Informazione online attraverso nuovi strumenti e partnership con testate giornalistiche, aziende del settore editoriale, centri media e università. 

Il nuovo progetto lanciato dalla società con sede a Palo Alto avrà come scopo quello di favorire la diffusione di informazioni di valore e avviare conversazioni di interesse al fine di diffondere Cultura e Sapere.

La notizia (che potete leggere qui) è stata diffusa due giorni fa, l’11 gennaio 2017, direttamente all’interno del blog ufficiale di Facebook. Creare un ecosistema sano di notizie e contributi giornalistici, un piano strategico che punta, da un lato, a investire ulteriormente sul Content e, dall’altro, ad arginare la proliferazione di fake news (rispondendo così all’incessante richiesta degli utenti che esigono ulteriori filtri e regole più ferree per combattere la prassi di pubblicare “bufale” senza alcuna supervisione e controllo). Non è un caso dunque, se consideriamo anche altri precedenti illustri, come il progetto The Digital News Initiative di Google, giunto al secondo anno (e secondo round di investimenti pari a 24 milioni di euro offerti a 124 progetti editoriali innovativi in 25 Paesi europei, Italia compresa) e i dati emersi da una ricerca sul rapporto tra Giornalismo e Social Network (in Italia, ndr), di cui avevamo parlato tempo fa in questo articolo.

Proposta

The Facebook Journalism Project

Come dichiarato dallo stesso Fidji Simo, Director of Product di Facebook, il progetto si svilupperà seguendo tre direttive principali:

  1. Sviluppo collaborativo di prodotti editoriali per l’Informazione
  2. Formazione e Strumenti per i Giornalisti
  3. Formazione e Strumenti per tutti gli utenti

Come è facile intuire, Facebook punta non solo alla creazione di novità editoriali in quanto a format e tecnologie, ma anche all’incoraggiamento della pratica Giornalistica in chiave moderna e social, nonché all’approfondimento su tematiche quali il Fact Checking (giusto per citare alcune delle buone pratiche che dovrebbero essere alla base della consultazione e diffusione di una notizia/post).

Sviluppo collaborativo di prodotti editoriali per l’Informazione

Oltre alla già consolidata alleanza con eminenti realtà dell’Informazione (sia online che offline), Facebook punta a creare nuovi e solidi sodalizi con altre organizzazioni o enti legati al mondo del giornalismo, mettendo a disposizione i propri sviluppatori per migliorare servizi e processi informativi all’interno del social network, come Nuovi format per lo Storytelling (che si affiancheranno a tecnologie quali Live, 360 e Instant Articles), volti a soddisfare le necessità narrative di molti partner (un esempio è la possibilità di fornire ai lettori fidelizzati dei pacchetti di notizie con molteplici storie, basate sui rispettivi interessi). Maggiore focus sulle Notizie Locali, dando voce a media indipendenti e testate territoriali, considerato l’evidente interesse che micro-comunità dimostrano verso i fatti che riguardano il proprio paese o circondario. Si punterà anche su Nuovi Modelli di Business, orientati principalmente a pratiche di funnelling e lead generation, vista la crescente pressione da parte dei media partner di Facebook che chiedono nuovi e più semplici strumenti per generare conversioni direttamente sulle Fan Page (è in atto un beta test sviluppato con BILD per generare lead direttamente attraverso gli Instant Articles). Infine sempre più spazio a incontri e riscontri, attraverso l’organizzazione di hackatons e meeting durante i quali confrontarsi e ascoltare le dubbi, domande e intuizioni di chi lavora nel settore giornalistico ed editoriale.

Formazione e Strumenti per i Giornalisti

Facebook crede molto al contributo di giornalisti e aspiranti tali, introducendo nuovi corsi in modalità e-learning, ampliando il portafoglio dell’offerta linguistica e, cosa davvero interessante, introducendo una certificazione curricolare per giornalisti (online), grazie a un accordo siglato con Poynter Institute, scuola di Giornalismo non-profit che da 40 anni forma professionisti dell’Informazione all’insegna dell’etica professionale e nel rispetto della democrazia. Facebook avvierà inoltre collaborazioni con altri istituti, atenei e centri media per incentivare una mutuale conoscenza tra industries basata sul concetto del “learning by teaching“. Un ulteriore supporto arriverà dall’utilizzo gratuito di CrowdTangle, azienda appena acquisita da Facebook e specializzata nella diffusione di contenuti e relativa misurazione dell’efficacia sui social media, nonché la possibilità di identificare Influencer di settore e Trending Topics da raccontare. Un altra novità che sarà di certo bene accetta da molte aziende e amministratori di Fan Page è l’introduzione di un nuovo ruolo, ossia quello di un “Facebook Live Contributor” (il titolo del ruolo contributore non è stato ancora ufficializzato, ndr), un giornalista o uno specialista che avrà la possibilità di gestire dirette Live facendo le veci della Fan Page. Spazio dunque a Star Testimonial, Influencer e ospitate varie? Direi proprio di si, ma spazio anche a contributori di qualità, a una Rete meno ingessata e a un Facebook (magari) di maggiore qualità contenutistica! Facebook promette, in futuro, di migliorare il servizio e fornire maggiori strumenti ai giornalisti, così da andare live direttamente dai propri strumenti. Infine, ma non meno importante, si richiederà ai giornalisti maggiore attenzione alla verifica dei fatti (Fact Checking troppo spesso bistrattato), per evitare di diffondere, presto e male, titoloni e scoop sensazionali rischiando poi di dover ritrattare per non aver verificato prima fonti e attendibilità della notizia trattata (quando ormai è troppo tardi e i lettori hanno già ripreso, in maniera compulsiva, la fake news!), grazie alla partnership con First Draft News.

Formazione e Strumenti per tutti gli utenti

Sulla stessa scia del driver precedente, Facebook ha intenzione di in-formare anche tutti gli altri utenti iscritti al social network, al fine di istruire la community su un uso consapevole dello strumento di condivisione prima della diffusione di notizie non verificate. Troppo spesso infatti capita di cliccare in maniera compulsiva su Condividi solo perché dinanzi a un titolo ad effetto, un’immagine ingannevole o una fonte non verificata, sospinti più dall’emotività che dal raziocinio. Tutto ciò avverrà grazie all’aiuto dei giornalisti ma anche di ricercatori e organizzazioni specializzate al fine di:

  • promuovere l’alfabetizzazione giornalistica – formazione, fonti da consultare, risorse da utilizzare, verifica dei fatti, il tutto collezionato nel News Literacy Project e supportato da un fondo di investimento per progetti di ricerca volti a migliorare la scolarizzazione degli utenti in ambito informativo;
  • limitare la diffusione di notizie ingannevoli – nuovi mezzi per segnalare le fake news e azioni per  troncare gli incentivi finanziari per gli spammer, grazie anche al programma previsto dal Poynter’s International Fact Checking Code of Principles che servirà a identificare e segnalare le bufale su Facebook.

Tanta carne al fuoco, o inchiostro su carta se volete (per rimanere nell’ambito di riferimento). Facebook sembra aver recepito le richieste, giunte anche a livello istituzionale, di arginare il fenomeno delle fake news e coglie l’occasione per incrementare la propria offerta editoriale per partner e clienti, aggiungendo un ulteriore tassello a quel mosaico ecosistemico che aveva introdotto appena lo scorso anno durante l’evento F8, fatto di Social Networking, Instant Messaging, Internet.org, Realtà Virtuale, Intelligenza Artificiale e Bot a cui si andranno ad aggiungere The Facebook Journalism Project, Workplace (conosciuto anche come Facebook at Work) e Facebook Marketplace.

Ne ho forse dimenticato qualcuno? Nel caso, fatemi sapere fin dove si estende oggi il regno di Mark XIV…

Tommaso Lippiello

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Tommaso Lippiello

Lavora da tempo come Digital Program Manager per Agenzie di Marketing e Comunicazione e in Aziende del settore ICT. Consulente Digitale per realtà come DigiCamere - Camera di Commercio di Milano, Microsoft Bing, Reply e Luxottica, è attualmente Digital Innovation Manager in CRAI Secom SpA, Docente presso l'Università LIUC nel corso "La comunicazione interattiva: blog, social network, app, business network" presso la facoltà di Economia e Management e Advisor allo IULM Innovation Lab. Esperto di Social Media ha esperienza come Speaker e Formatore ed è il creatore e redattore di SocialMediaLife.it e co-Founder di MobilitaPubblicoImpiego.it. Seguimi su:

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4 Comments

  1. Lodevole, per carità – ma mi chiedo se con il Regno Unito ancora in UE e Hillary Clinton eletta Presidente ci sarebbe stato comunque tutto questo parlare di fake news: come se fosse un fenomeno apparso improvvisamente solo nel 2016!

    1. Diciamo che hanno cavalcato l’onda per normalizzare (o faremmo meglio a dire “conformare”?) la cosa e introdurre nuovi servizi a pagamento.

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