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Quando Facebook ti salva la vita!

Credo non vi sia estraneo il mio interesse relativo alla tematica della violenza sulle donne.

La storia che vi racconto è quella di Susan Stacy, una donna che vive nella contea di Leslie Country nel Kentucky. Susan è stata picchiata ferocemente dal marito, che le ha provocato diverse ferite alla testa con il calcio della pistola. E successivamente, volendola condannare a morte sicura, le ha staccato la linea telefonica domestica.

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Susan si è trovata all’improvviso riversa sul pavimento in una pozza di sangue, con il capo ferito in diversi punti e il viso tumefatto e pieno di sangue, con il telefono di casa distrutto dal marito e il cellulare senza segnale di rete.

L’unica salvezza di Susan è stato il wi fi, grazie al quale è riuscita a postare su Facebook una foto delle sue condizioni, aggiungendo come didascalia “Aiutatemi per favore”. Solo in questo modo i suoi contatti hanno potuto allertare le forze dell’ordine, che nonostante il falso nome del contatto di Susan (Susan Miller) su Facebook, hanno prontamente rintracciato l’indirizzo della sua abitazione.

Susan Stacy foto su Facebook

Alla polizia Susan ha raccontato di essere stata vittima dell’ira del marito perchè quest’ultimo l’aveva sentita parlare al telefono con un amico. Al momento dell’intervento delle forze dell’ordine, il marito non era in casa ma è stato semplice individuarlo e porlo in arresto.

All’indomani Susan ha postato uno status ringraziando chi prontamente ha chiamato il 911, inviandole dei soccorsi e salvandola da morte certa in una pozza di sangue.

Al di là del fatto di cronaca che si commenta facilmente con l’indignazione, che immagino, provano tutte le donne e anche (magari!) gli uomini, oltre l’incredulità che nel 2014 ci siano ancora casi di barbarie simili, direi di riflettere sul ruolo che ha avuto Facebook in questa storia.

Spesso vediamo Facebook come uno strumento ludico, utilizzato nella maggior parte dei casi per cose futili. Non sono nuovi casi in cui Facebook è stato usato per denunce, per divulgare foto, notizie o video sia a scopo denigratorio ma anche al fine di ausilio. Questa volta Facebook ha salvato una vita, quella di Susan che, senza Big F probabilmente sarebbe morta.

Certo un caso isolato, ma forse è il caso di iniziare a chiederci se i social possano essere un mezzo di sicurezza domestica. Un ulteriore supporto, dunque, che faccia seguito ala ricerca della sicurezza domestica, la quale si può solo ottenere escludendo personaggi pericolosi dalla nostra vita, personaggi che devono essere denunciati al minimo gesto di violenza!

Oltre ai ringraziamenti ai suoi contatti che hanno chiamato i soccorsi, credo che Susan sarà per sempre grata a Facebook!

Marialuisa Allocca

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Marialuisa Allocca

Laureata in Scienze dell'Educazione. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Formazione Continua. Appassionata di tecnologie per l'istruzione e del mondo web in genere. Sensibile alle problematiche dei giovani e cosciente di possedere un'incisiva empatia. Devota alla musica e al cinema. Finemente vanitosa, tanto da interessarsi al campo della moda e del make up aggiornandosi e seguendo i fashion blog più in voga.

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