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LinkedIn Talent Trends 2015: il mercato italiano

Si è conclusa la seconda edizione di “Talent Trends 2015”, ricerca promossa da LinkedIn per analizzare come i professionisti si stiano avvicinando al mondo del lavoro.

Una indagine peculiare, sullo stato delle cose nel mercato del lavoro in Italia. Un report dettagliato, che mette nero su bianco come i talenti nostrani si approccino alla sfera lavorativa, step by step, dalla ricerca al colloquio, fino all’assunzione.

LinkedIn Talent Trends 2015 - Mercato Italiano

Lo studio in numeri

  • 20 mila professionisti (700 in Italia)
  • 24 paesi nel mondo
  • febbraio – marzo 2015

Alcuni dei dati emersi dalle interviste al campione dei 700 talenti italiani, sono davvero interessanti:

Proposta
  • il 54% degli italiani  considera “la retribuzione” il primo fattore di valutazione di un’offerta di lavoro
  • il fattore “lavoro stimolante” viene considerato solo dal 37%
  • solo il 25% dei talenti italiani cerca attivamente un nuovo lavoro (30% a livello globale);
  • la domanda più frequente di un candidato al colloquio (69%) è: che responsabilità avrò?
  • Il 73% dei candidati a livello mondiale vuole sentire buone notizie relative al colloquio solo via telefono;
  • Il 65% dei candidati a livello mondiale vuole avere cattive notizie relative al colloquio solo tramite e-mail.

Come ha spiegato Marcello Albergoni, Head of Italy di LinkedIn:

L’obiettivo di LinkedIn a livello mondiale, è di migliorare il collegamento tra professionisti e opportunità. E questi risultati offrono informazioni significative alle aziende che desiderano ottimizzare la ricerca di nuovi candidati. I nostri dati dimostrano che il momento del colloquio gioca un ruolo di primaria importanza: la prima impressione conta, e può costituire uno dei cardini del rapporto tra azienda e candidato.

 Lo stato di LinkedIn in Italia

Gli intervistati hanno risposto al sondaggio confermando che la propria ricerca di impiego avviene sempre più online. Il 63% ha affermato di utilizzare i siti di professional networking. Ben il 78% ha inoltre dichiarato di essere disposto e interessato a un contatto via network.

La retribuzione è il fattore più determinante. All’atto di prendere una decisione in merito alla carriera, il 54% ha dichiarato che l’offerta retributiva pesa di più rispetto sia alla possibilità di carriera professionale (38%) che all’opportunità di un lavoro più stimolante (37%).

Anche l’occhio vuole la sua parte! In fase di colloquio, la prima impressione conta particolarmente per molti professinisti (83%), che scarterebbero l’offerta di un potenziale datore di lavoro, anche nel caso di un’azienda considerata interessante. L’incontro con potenziale manager e dirigenti incrementa inoltre il favore da parte del candidato (53%). 

 Una nota dolente per le aziende italiane

Ben il 94% degli intervistati ha sottolineato come le aziende dovrebbero migliorare il processo di selezione fornendo al candidato il giusto follow-up. Troppo spesso la mancanza di feedback (positivi o negativi) è la norma (solo il 41% ha ricevuto feedback dalle aziende).

 Continua Albergoni:

Da questo dato emerge che, apportando alcuni semplici aggiustamenti ai propri processi di selezione, i datori di lavoro potrebbero non solo attirare in modo più efficace i migliori talenti professionali, ma anche assicurarsi di lasciare un’impressione positiva dell’azienda nei candidati che non superano la selezione. Un risultato semplice da ottenere ma senza dubbio interessante per le aziende che puntano a migliorare la propria reputazione tra i professionisti in quest’area, soprattutto in considerazione del crescente valore attribuito all’Employer Branding dai datori di lavoro in tutto il mondo.

Privacy, tempismo e opportunità

I candidati non vogliono essere contattati in orari scomodi, vale al dire al di fuori dell’orario di lavoro (in genere dopo le 18.00), o durante il weekend. L’81% degli intervistati è più incline alla comunicazione diretta con le aziende che già segue nei siti di professional networking.

Sfruttare LinkedIn significa per le imprese riuscire a entrare in contatto anche con i candidati passivi, (non attivamente alla ricerca di un nuovo lavoro) che rappresentano la maggioranza dei professionisti (75%). Un bacino inesplorato di utenti, una riserva di valori e talenti potenziali in attesa di essere contattati e selezionati, il tutto tramite la Rete, accorciando i tempi di scouting e riducendo i costi classici della ricerca e selezione tradizionale.

Tommaso Lippiello

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Tommaso Lippiello

Lavora da tempo come Digital Program Manager per Agenzie di Marketing e Comunicazione e in Aziende del settore ICT. Consulente Digitale per realtà come DigiCamere - Camera di Commercio di Milano, Microsoft Bing, Reply e Luxottica, è attualmente Digital Innovation Manager in CRAI Secom SpA, Docente presso l'Università LIUC nel corso "La comunicazione interattiva: blog, social network, app, business network" presso la facoltà di Economia e Management e Advisor allo IULM Innovation Lab. Esperto di Social Media ha esperienza come Speaker e Formatore ed è il creatore e redattore di SocialMediaLife.it e co-Founder di MobilitaPubblicoImpiego.it. Seguimi su:

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