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Come lavorare sul Web (e i Social)

Una guida pratica alle professioni della Rete e alle potenzialità dei nuovi profili lavorativi 2.0 in tempo di crisi.

Più di 700.000 nuovi posti di lavoro negli ultimi 15 anni, un contributo al PIL italiano nel 2010 del 2%, pari a circa 30 miliardi di euro; numeri da non sottovalutare, soprattutto in un Paese come il nostro che vede la disoccupazione giovanile – dati Istat – al 36,6% e vive in un tunnel di stagnazione – recessione di cui ancora non si riesce ad intravedere la fine.
Numeri che – secondo una ricerca condotta da crescitadigitale.it – sono da attribuirsi ai “nuovi lavori” del web, ovvero sia a quell’insieme di nuove professioni nate con la crescita esponenziale degli utenti di internet e, parallelamente, delle nuove potenzialità per il mondo del marketing e della comunicazione.

Ma quali e quante sono le professioni del web? Lo spiega efficacemente nel suo libro (“Le nuove professioni del web”, 248 pagg, edizioni “Hoepli”) Giulio Xhaet, direttore della Web Media Academy e docente presso la “Business School” de “Il Sole 24 Ore”.

le nuove professioni del web

Armatevi di un buon inglese – la lingua madre dei neologismi delle web-professioni – e sarete condotti da Xhaet alla scoperta del SEO – Search Engine Optimizer (arte e scienza dell’ottimizzare i testi sul web per migliorarne la visibilità sui motori di ricerca) così come delle nuove figure del Content Curator, del Transmedia Web Editor o del Web Analyst.
Al termine di ogni capitolo sono presenti collegamenti a guide pratiche, analisi di strumenti, casi di studio specifici e box tematici: una selezione di materiale scaricabile gratuitamente dal portale “Professioni del web”, pensato per una piena integrazione fra “online” e offline”.
Ma attenzione: come ricorda lo stesso slogan del portale web citando una nota pubblicità di successo, “se non ti compri il libro…godi solo a metà”.

lavoro web social

Lasciandovi, dunque, tutto il gusto di poter approfondire il mondo delle nuove professioni del web pagina dopo pagina, è comunque importante sottolineare la prerogativa fondamentale del lavoro di Xhaet e del portale “Professioni del web”: le “attitudini”.
Per ognuna delle nuova figure lavorative analizzate, infatti, sono prese in considerazione non soltanto le competenze tecniche necessarie, ma anche le attitudini necessarie a lavorare nel web 2.0.
“Real Time Attitude”, ad esempio, è l’attitudine alla gestione del tempo reale, “All-Line Attitude” all’integrazione on-line/off-line, “InnovHunting Attitude” alla ricerca, selezione e cura di fonti e notizie e “TranSolving” l’attitudine alla crossmedialità co-creata con l’utenza.

web lavoro professioni

Secondo una ricerca del “McKinsey Global Institute” del maggio 2011 il contributo di Internet al PIL nazionale in Italia è inferiore rispetto agli altri più importanti paesi europei; questo vuol dire che esiste un potenziale non sfruttato dell’economia digitale, il quale – se saranno messe in campo politiche efficaci in questo senso – potrebbe creare nei prossimi anni decine di migliaia di nuovi occupati, in particolare nella fascia dei più giovani (15-24 anni).
Non resta, dunque, che attrezzarsi per farsi trovare preparati all’appuntamento, e acquistare – ovviamente online – “Le nuove professioni del web”.

Mattia Nesti

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Mattia Nesti

Classe 1992, sono nato e vivo in Toscana, a Pistoia, dove ho frequentato il Liceo Classico, coltivando la passione per la scrittura. Giornalista pubblicista, ho collaborato e collaboro tutt'ora con portali online di informazione locale e nazionale.

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