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Cosa dovrebbe fare un politico per sfruttare internet a suo vantaggio?

Il futuro delle campagne elettorali è la creazione di un sistema automatico che recluti nuovi  sostenitori

I social media stanno fornendo ai sociologi enormi quantità di dati interessanti. I comportamenti sociali dell’uomo, su Facebook, su Twitter e sugli altri social network, sono rivelatori del suo comportamento nella società.

Una delle scoperte più affascinanti è il cosiddetto numero di Dunbar che grazie a Facebook ha trovato un’importante conferma. Ma cos’è il numero di Dunbar e come può tornare utile a un politico?

Qualsiasi politico o esperto di campagne elettorali avrà notato come, di fatto, la maggioranza dei sostenitori porti solo 3-4 voti (nel migliore dei casi) al candidato. Sono veramente rare le persone che, da sole, riescono a portare più di 5 voti.

Il motivo è stato scoperto da Dunbar ed è stato confermato dagli impiegati di Facebook: tutti noi abbiamo solo 4-5 amici stretti con cui abbiamo una relazione molto intima. Non a caso le persone con cui interagiamo almeno una volta a settimana, su Facebook, sono solo 4-5 al massimo.

Se questo numero così piccolo rappresenta il nostro legame intimo (fratello, fidanzato/a, madre, migliore amica) significa che un sostenitore medio difficilmente riuscirà a convincere più di 4-5 persone a votare per un determinato candidato.

A questo punto diventa evidente che per aumentare il numero dei voti deve aumentare il numero dei sostenitori. Ma trovare i sostenitori è complicato, poiché per trovare una persona che ti sostenga significa fare in modo che creda in te, che si fidi di te, che sia disposta a impiegare una buona parte del proprio tempo per farti eleggere. Ottenere un risultato del genere è molto dispendioso in termini di tempo.

Il politico è innanzitutto un essere umano ed egli stesso può gestire un numero limitato di persone nella sua cerchia di amici e collaboratori.

Senza contare che il politico passa la maggior parte del proprio tempo nei luoghi dove si fa politica, insieme ad altri politici. Dove li trova i sostenitori allora? In consiglio comunale, in Regione? Sembra non esserci soluzione.

In alternativa potrebbe levare del tempo alla propria famiglia e dedicarlo alla ricerca di nuovi sostenitori, ma mi sembra quantomeno crudele come proposta.

In realtà una soluzione c’è, ma è radicale e richiede il massimo sforzo da parte del politico: questi deve imparare a scalare i propri sforzi. In pratica deve mettere in piedi un sistema che attiri i sostenitori e che lavori per lui in maniera automatica.

Mentre lui è in consiglio, mentre è a cena con la moglie, mentre è nel parco insieme ai figli, questo sistema di acquisizione deve lavorare per aumentare le fila di coloro che lo sostengono.

E’ in questo modo che possono essere sfruttati i social media e i siti web, per farti trovare dalle persone interessate agli argomenti che tratti. Il problema è che la maggioranza dei politici non sa nemmeno come impostare un sito web che lavori per lui. La maggioranza crede che basti fare un mediocre blog e postare ogni tanto qualche noioso intervento.

La realtà è che chiunque potrebbe creare un sito web che sia in grado di raccogliere le email delle persone interessate e instaurare un dialogo con centinaia di persone contemporaneamente. Con una sola email puoi parlare a mille persone, con una sola videoconferenza puoi rivolgerti a 30 persone contemporaneamente.

Insomma puoi fare in modo di gestire i rapporti con i sostenitori in maniera più efficace.

Con il sito web e i social network intercetti nuove persone e con newsletter e webinar mantieni i rapporti con i sostenitori. Il bello è che non devi più farlo singolarmente puoi farlo in scala e gestire più sostenitori contemporaneamente.

Teoricamente puoi gestire da solo anche 5.000 sostenitori. I politici più accorti già lo stanno facendo, si stanno organizzando per avere un sistema avanzato per crescere e rafforzare le proprie posizioni nella società. E’ questo il futuro delle campagne elettorali.

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