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La Comunicazione Politica online: il Web per creare consenso

Il libro di Gianluca Giansante è un saggio ben strutturato e attuale su quelle che sono le attuali dinamiche della comunicazione politica e non solo: un’attenta riflessione su quali strumenti usare e soprattutto l’attenzione a non abusare troppo del web.

Quali strumenti online usare? Come diffondere il messaggio politico e coinvolgere i sostenitori? Come progettare il sito? E’ utile la pubblicità sul web? Come farsi trovare dai motori di ricerca? Come far crescere la mailing list?

Chiunque abbia avuto almeno una volta nella vita l’intenzione di attivarsi online per politica, volontariato ma anche solo per business si sarà posto queste domande, alle quali purtroppo non c’è mai risposta.

Gianluca Giansante nel suo libro, invece, cerca non di fornire una risposta dettagliata alle domande qui sopra (ed ad altre) ma vuole invece fornire uno spaccato reale e crudo di come la comunicazione politica attuale stia cambiando.

Badate bene: non è un’esaltazione o una glorificazione del web, tutt’altro. Giansante mette subito in evidenza come la new communication, fatta di blog e social media, nulla può da sola nelle battaglie politiche, ma deve essere unita alla comunicazione tradizionale, fatta anche di porta a porta.

Il saggio riporta molti esempi disastrosi di comunicazione online, come anche storie di campagne elettorali che hanno visto emergere nuove figure della comunicazione e nuovi strumenti. Una su tutte, la prima campagna elettorale di Barack Obama.

Non mancano poi parallelismi con la nostra politica, soprattutto dopo il fenomeno del Movimento 5 stelle o anche la citazione della campagna elettorale di Nicola Zingaretti per la presidenza della Regione Lazio.

La forza di questo saggio è la sua imparzialità: nessuno strumento o mezzo viene esaltato su un altro, nessuna campagna o strategia viene glorifica come la migliore in assoluto. Giansante mette infatti in guardia coloro che pensano che il web possa tutto, sfata molti dei miti comuni nati attorno alla comunicazione sui social network e rende omaggio ancora oggi ai vecchi comizi in piazza ed al lavoro dei volontari.

Un esempio su tutti: parlando della strategia di comunicazione su Facebook, Giansante avvisa tutti che un singolo commento non viene scritto per caso, ma viene scritto e postato perché quella persona pensa effettivamente ciò che ha scritto e “ripeterà quel suo pensiero anche a tavola in casa” facendo così aumentare il numero di persone che sapranno il suo pensiero. Nessun commento va isolato, nessun post o tweet o video può essere ignorato, ma allo stesso modo vanno sempre coltivati i rapporti face to face.

Emblematico fu il caso di due giovani francesi che, di ritorno dalla loro esperienza nella campagna elettorale di Barck Obama, durante le elezioni per eleggere il nuovo Presidente della Francia, riusarono il metodo del porta a porta: centinaia di volontari bussarono alle porte di molte abitazioni, portando il messaggio di Hollande. L’esito lo sappiamo e il metodo ha riscosso un discreto successo.

Come spiega in conclusione Giansante:

La comunicazione politica – e quella online in particolare- è un campo in continua evoluzione: alcuni strumenti potranno presto diventare obsoleti e altri potranno nascere e crescere in tempi brevi.

Francesca Lizi

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