Social Media News

Quando i Social Media entrano in guerra!

Dopo il supporto ai fatti della Primavera Araba i social network (Twitter e Facebook in primis) tornano a essere surrogato ideale della Comunicazione tradizionale.

Oggi, la storia si ripete: subito dopo i bombardamenti che hanno portato alla morte del leader militare di Hamas, l’esercito israeliano ha sferrato un contrattacco sul web, parallelo a quello militare. Non era mai successo prima di ora che un potere militare di Stato fornisse in tempo reale informazioni sull’andamento della battaglia,  soprattutto via web. Non solo ai giornalisti, ma a tutto il mondo. È quello che sta facendo l’esercito israeliano dopo aver scatenato l’offensiva contro Gaza, con l’Operazione Pilastro della Terra, che ha portato alla morte del leader Ahmed al-Jabari.

Subito dopo aver centrato l’obiettivo, l’esercito ha postato l’attacco sul proprio canale YouTube Israel Defence Forces e twittando una raccomandazione:

Raccomandiamo a tutti i soldati di Hamas, siano essi leader o soldati di basso rango, di non mostrare le loro facce in giro nei giorni a venire.

Proposta

L’attacco web è però in atto da diversi giorni: l’esercito israeliano ha infatti aperto la propria pagina Facebook, un profilo Flickr e ha dato il via ad una mole impressionante di tweet dal proflio @Idf_Spokeperson.

Israele minaccia Hamas su Twitter

“Credo che il video sia stato rilasciato per mandare tre diversi messaggi a tre diversi interlocutori”, ha dichiarato via email a Wired.com Gabriella Blum, docente di diritto internazionale e Management dei conflitti internazionali alla facoltà di Legge di Harvard.

Un avvertimento ai militari di Gaza (possiamo raggiungervi ovunque in qualunque momento); un messaggio tranquillizzante alla popolazione israeliana (non  rimarremo a guardare senza far niente mentre siamo ripetutamente attaccati con razzi) e uno rassicurante a proposito del’uso di attacchi mirati a quanti preoccupati dei danni collaterali al bombardamento di uno specifico target (possiamo farlo con estrema precisione).

È un evento eccezionale, se si pensa che molto probabilmente l’esercito di Israele ha violato una delle regole del microblogging, quella cioè di non postare atti di violenza diretti o minacce a terze persone. Fatto sta che adesso lo stato di Israele ha deciso di sfruttare a proprio vantaggio il potere dei social network, dando così l’impressione da un lato di avere la situazione sotto controllo e dal’’altro di essere vicino alla sua popolazione.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=G6a112wRmBs?list=UUawNWlihdgaycQpO3zi-jYg&hl=it_IT]

Certo, questo apre nuovi scenari nel mondo dei social media: dopo le campagne elettorali, i raduni in piazza e gli aggiornamenti per eventi catastrofici, adesso sembra che Facebook e Twitter stiano diventando delle para-armi nelle mani dei governi. Speriamo di no: le guerre sono guerre a prescindere da quale mezzo di comunicazione si usi per raccontarle e, scusate l’appello, ma i social network sono lo strumento più aperto e democratico mai inventato, non rovinateceli per favore!!!!

Francesca Lizi

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Francesca Lizi

Laureata in Scienze della Comunicazione e in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione di Impresa, impegnata nel sociale come Volontaria della Croce Rossa Italiana. Da sempre appassionata di Social Media! Seguimi su:

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