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Tsu, sempre più utenti lo provano

Si sente sempre più spesso parlare di Tsu, il social network che permette di guadagnare attraverso la condivisione di contenuti. L’idea sembra allettante e ha attirato molti utenti, ma sarà tutto oro quello che luccica?

Tsu, il social network lanciato nell’ottobre dello scorso anno, ha recentemente attirato l’attenzione degli utenti italiani. Spinte dalla promessa di facili guadagni attraverso la semplice condivisione di contenuti, sempre più persone hanno deciso di dare una sbirciatina a questa nuova piattaforma.
La prima differenza che riscontriamo rispetto ai social più affermati è l’iscrizione effettuabile solamente su invito: per entrare avete bisogno di conoscere qualcuno già registrato. Non sarà difficile trovare una porta d’accesso, è nell’interesse del singolo utente fare in modo che il maggior numero di persone possibile si iscriva a Tsu attraverso il proprio account. Vediamo perché.

Tsu, ripartizione guadagni

La ripartizione dei guadagni ha una struttura piramidale. Dalle entrate che genera un singolo contenuto, Tsu trattiene il 10% mentre il restante 90% viene distribuito agli utenti che hanno contribuito alla sua creazione e diffusione. Ciò avviene in base alle seguenti proporzioni:

  • 50% all’utente che ha creato il contenuto, David
  • 33% a Charlotte che ha invitato David su Tsu
  • 11% a Brian, che aveva invitato Charlotte (che a sua volta ha invitato David)
  • 3,7%  ad Allison, che aveva invitato Brian e così via

Una volta raggiunta la somma minima di 100$ è possibile fare richiesta di pagamento. Per evitare un abuso di questo sistema, Tsu ha imposto dei limiti al numero giornaliero di condivisioni (max 8) e di creazione di contenuti (max 24). In aggiunta sono presenti altre due limitazioni, possiamo aggiungere un massimo di 5000 amici e seguire non più di 1000 persone.

Proposta

Ovviamente, prevedendo dei guadagni dalle condivisioni, Tsu tenta di scoraggiare comportamenti che sono ormai una consuetudine sugli altri social. Dal profilo ufficiale di Tsu leggiamo infatti:

Regole di Tsu

Un’ altra differenza sta nel fatto che la proprietà del contenuto rimane di chi lo ha creato: la condivisione non comporta la cessione dei diritti, come invece accade altrove.
Per quanto riguarda il sentiment generale rispetto a Tsu, c’è chi lo considera come una sorta di Eldorado e chi invece tende ad essere molto più scettico. È ancora presto per capire se il modello proposto è realmente sostenibile e se potrà effettivamente fare concorrenza agli altri social, staremo a vedere.

Marica Mastroianni

[Il sito Tsu.co non è più raggiungibile – Aggiornamento del 20 luglio 2017]

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Marica Mastroianni

Laureata in Scienze della Comunicazione, sogna di trasformare le sue passioni in lavoro. Incuriosita da tutto ciò che riguarda la comunicazione, l'advertising e i social media, si definisce telefilm addicted e crazy cat lady.

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