Social Media News

Una QualiTherapy per la socialmania

Le social malattie si curano con il Prosciutto di Parma!

Quotidianamente troviamo a disposizione dati aggiornati sul consumo digitale, in particolare inerente alla fruizione dei Social Network. Ormai con lo sviluppo del mobile la connessione è a portata di mano, abbiamo praticamente Internet in tasca o in borsa!

Difendilaqualità.it

Questi atteggiamenti di social connessione-compulsione, sono frequenti e si incrementano sempre di più. Questo fenomeno è stato denominato social addicted. Ogni social, pare abbia i suoi “disturbi”. Così per Facebook è diffusa la Piaceria, la mania di cliccare “mi piace” a qualsiasi cosa, l’importante è vedere il pollice in sù! La Postatite, ovvero il bisogno incontrollabile di pubblicare status ad ogni momento e in ogni luogo e magari… a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, provocando il blocco delle Bacheche dei propri contatti. E infine la Condivizzazione virale, l’istinto compulsivo di condividere qualsiasi link, foto o status che appare nella tua Home!

Proposta

Prosciutto di Parma.it

Ma il problema non sussiste solo nel social blu, infatti anche gli utenti di Instagram esprimono forme preoccupanti di  Fotomania, vale a dire la pulsione che porta a pubblicare decine di foto, dalle portate di pranzo, cena o colazione al cucciolo di casa, dai tramonti agli outfit del giorno, insomma l’importante è fotografare!

E anche i seguaci di Twitter non sono da meno! C’è  chi soffre di Cinguettite, ossia l’esigenza di sintetizzare in 140 caratteri qualsiasi pensiero oppure c’è chi è affetto da Pappagallite, e passa la giornata a re-twittare i pensieri degli altri!

QualiTherapy

Ciò dimostra che siamo sempre più “malati” di social, le parole d’ordine ormai sono: visualizzazione, connessione, socializzazione. E’ possibile disintossicarsi?

La soluzione ce la propone l’azienda del Prosciutto di Parma, che si impegna nel promuovere la web application QualiTherapy firmata da Cayenne. Questa app analizza la tua attività sui social network e redige una “diagnosi” relativa al tempo trascorso online e suggerisce dei consigli per liberarti dalle cattive abitudini, come astenersi dalla pubblicazione per almeno 24 ore, diventare più selettivi imponendosi un limite massimo di 10 “Mi piace” al giorno, evitare scatti per almeno una giornata, sforzarsi di selezionare più attentamente chi seguire, magari offrendo in più anche una ricetta per ridurre i sintomi dei disturbi a base di Prosciutto di Parma.

Spazio ai sapori nostrani, via la net dependency!

Marialuisa Allocca

[L’applicazione QualiTherapy non è più raggiungibile – Aggiornamento del 6 marzo 2017]

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Marialuisa Allocca

Laureata in Scienze dell'Educazione. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Formazione Continua. Appassionata di tecnologie per l'istruzione e del mondo web in genere. Sensibile alle problematiche dei giovani e cosciente di possedere un'incisiva empatia. Devota alla musica e al cinema. Finemente vanitosa, tanto da interessarsi al campo della moda e del make up aggiornandosi e seguendo i fashion blog più in voga.

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8 Comments

    1. Grazie darò un’occhiata al link. Comunque per quanto riguarda la socialmania purtroppo è una piaga in quest’era tecnologica, si rischia di depersonalizzarsi! A rischio sono soprattutto i più giovani, nella loro crescita è importante la formazione del sé autonomo e indipendente.

  1. Ciao Michele
    avevo già visto il video che mi hai linkato e devo dire che ne ero rimasto un pò impressionato.

    Dovremmo iniziare a discutere di cure mediche?

    1. Bravissima Marialuisa, hai centrato in pieno il bersaglio!
      Io sono papà di 3 bambini e devo confessarti che sono moderatamente preoccupato dell’uso…anzi del cattivo uso dei social, poichè se mal usati possono far perdere contatto con la realtà e far diventare davvero una persona Asociale.

      @Tommaso, come ti ho già risposto su linkedin (ancora un altro social? non se ne può proprio più!:-D) non penso che si parlare di cure mediche ma sicuramente tra qualche anno sono convinto che si parlerà molto di terapie psicologiche per abuso dei social.

      1. E io sono completamente d’accordo con te. Ma non si parlerà solamente di problematiche legate all’asocialità, bensì anche a comportamenti devianti in diversi ambiti, tra cui quello della sessualità (ho letto recentemente che da un’indagine una ragazza italiana su venti ha dichiarato di praticare sexie!).
        E’ un pò come l’età dell’oro, tutti i pionieri affamati di ricchezza e successo, pochi ci riuscirono, molti, compreso l’ambiente, ne patirono le conseguenze!

        Grazie del commento e del confronto, occhi aperti!

        1. Innanzi tutto grazie anche a te: è sempre piacevole potersi confrontare, perchè apre la mente e si esplorano nuovi orizzonti.

          La parte dei comportamenti devianti (specie quello sessuale) è forse quello che mi preoccupa di più per i miei figli quando saranno adolescenti.
          Io sono presente in molti social ma senza abusarne e invece cerco di “sfruttrali” positivamente e cerco di comprendere le dinamiche che ci stanno dietro per insegnarne in seguito l’uso ai miei figli.

          1. Purtroppo dovremo vigilare, anche perchè la tecnologia evolve a un ritmo insostenibile!

      2. Gentile Michele, ti parlo da educatrice ed esperta del sociale (potrai notare che tutti i miei articoli riguardano, in genere, l’apprendimento e il settore sociale), purtroppo siamo in balia di un vortice; i ragazzi sono bersaglio dei media, infatti, questi cercano di affinare l’arte di attrarre i più giovani attraverso qualsiasi mezzo lecito o meno. Primi i genitori, poi i ragazzi, dovrebbero partecipare a progetti di educazione al consumo dei media, non dimentichiamo che se i nostri figli utilizzano il web in modo errato è anche colpa dei genitori! Genitori che presi nella frenetica routine del lavoro e degli impegni, dimenticano di vigilare intelligentemente, uso questo termine (intelligentemente) perchè non è vietando l’uso del pc che si evitano eventuali utilizzi scorretti della Rete, anche perchè i ragazzini sono abbastanza furbi da collegarsi al web fuori casa, quindi parlo di compromessi con i propri figli: stabilire orari per la connessione e quantità di tempo; controllare i siti visitati se non al momento, riguardando la cronologia; etc E nei casi di ragazzi pre adolescenti conoscere la password dei social per poter “curiosare” nei contatti dei bambini è, a volte, necessario. La pedopornografia è dietro l’angolo! E, credimi, potrei continuare all’infinito! Ho parlato molte volte dei ragazzi e del loro consumo del web, puoi trovare alcuni miei articoli fra i precedenti. Saluti

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