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WebTherapy: la terapia che passa attraverso le videochiamate

Le videochiamate sono ormai una realtà all’ordine del giorno nella comunicazione telematica con amici e parenti lontani.

Offrono servizi di tale tipo sia su computer che su laptop che su tablet che su smartphone tramite applicazioni similari sia Skype di Microsoft sia ooVoo, fruibile su piattaforma Windows e Mac che su device quali IPad ed IPhone, sia FaceTime, destinato ad iPad, iPhone, iPod Touch, pc Mac, ossia solo dispositivi Apple.

Oggi le videochiamate sono considerate la forma più intima e istantanea di conversazione anche con uno specialista come lo psicologo, perciò su GuidaPsicologi.it vengono suggeriti alcuni esperti che si sono resi disponibili ad un consulto tramite l’approccio virtuale.

Il primo incontro tuttavia può avvenire face to face con lo specialista per poi continuare la terapia tramite videochat, verificando se il professionista è connesso in quel momento e risulta affiancato da un pallino verde che ne indica la disponibilità a conversare; a quel punto si può avviare la sessione di videochiamata.

Le videochiamate sono rapide, immediate, comode, intime, offrendo al contempo la possibilità di instaurare un rapporto di fiducia con lo psicologo guardandolo in faccia.

Sono stati condotti diversi studi per dimostrare l’efficacia maggiore di questo tipo di terapia rispetto a quella di persona, dal report pubblicato su Lancet su un campione di 297 pazienti, migliorati nel 38% dei casi, a fronte dei pazienti face to face, migliorati solo nel 24% dei casi.

Un’altra indagine è stata pubblicata su ScienceDirect ed ha coinvolto 62 pazienti assegnati casualmente o alla terapia convenzionale o a quella online, ottenendo un successo nel 53% dei casi per quelli trattati online rispetto ad un 50% di quelli trattati tradizionalmente nella cura della depressione; dopo tre mesi il distacco è aumentato passando al 57% a fronte del 42%.

Anche il livello di soddisfazione si è differenziato, giungendo al 96% in caso di soggetti curati online ed al 91% in caso di soggetti curati convenzionalmente.

Queste ricerche dimostrano come sempre più la comunicazione tramite videochiamate è divenuta un bisogno di contatto quotidiano e normale, tanto da invitare i pazienti a sottoporsi alla terapia psicologica non più di persona, ma nella formula “virtuale”.

Tommaso Lippiello

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