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Native Advertising: la nuova era delle campagne web

La crisi di questi anni, che vogliamo pensare ormai alle spalle, ha travolto ogni settore, reale e virtuale. Ma oggi è proprio il web, che oltre un decennio fa aveva visto scoppiare la sua bolla, che torna ad essere oggetto di investimenti e in particolare nell’area dei social media.

Secondo il rapporto pubblicato dalla Casaleggio Associati “E-COMMERCE IN ITALIA 2016” ovviamente consultabile on line come nello stile della società milanese, risulta che “Nel 2015 l’e-commerce in Italia ha visto una ripartenza della crescita che è più che raddoppiata sull’anno precedente, arrivando al 19%, e facendo raggiungere al fatturato e-commerce italiano quasi i 29 miliardi di Euro”. Una crescita anche dovuta, sempre secondo la Casaleggio, agli investimenti in campagne pubblicitarie on line. Segno positivo quindi per il mercato dell’editoria digitale grazie ai contenuti diffusi su piattaforme come Kindle (con gli e-book). O in virtù della fruizione di film in streaming, Netflix primo su tutti. Musica in download su iTunes e streaming su Spotify completano il quadro in positivo. E non in ultimo, da buoni italiani, è il settore del food delivery a crescere.

Native Advertising

Ripescando il vecchio detto “la pubblicità è l’anima del commercio”, sul fronte dell’advertising a fare la differenza sono i nuovi formati come il “native advertising” ovvero quel tipo di campagne che calano completamente la pubblicità all’interno di un contesto senza interrompere l’attività degli utenti; non solo l’inserzione assume le sembianze del contenuto ma diventa essa stessa contenuto e al contrario della pubblicità tradizionale che distrae il lettore, questa forma ne cattura invece l’interesse.

Proposta

Per capire meglio di cosa si tratta guardiamo alle campagne di aziende come Netflix appunto, dove la promozione diventa un elemento narrativo che aggiunge contenuti extra al prodotto. Stesso discorso vale per le già citate Kindle e Spotify.  Il gioco on line, altro settore in grande crescita, non è da meno nella sperimentazione di campagne in stile “native advertising”. Il celebre casinò online StarCasinò, reso famoso per lo spot: ”StarCasinò, ora lo so”,  arricchisce le proprie campagne sui social attraverso la condivisione degli articoli presenti sul proprio blog e dei spot inediti  presenti sul proprio canale Youtube.

Affidandoci a un gioco di parole non poteva che andare così: nell’era dei nativi digitali, le strategie migliori non possono che essere quelle del “native advertising” che sanno catturare l’attenzione non solo di chi ha meno di 30 anni ma anche di chi ha conosciuto a suo tempo l’analogico.

Tommaso Lippiello

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Tommaso Lippiello

Lavora da tempo come Digital Program Manager per Agenzie di Marketing e Comunicazione e in Aziende del settore ICT. Consulente Digitale per realtà come DigiCamere - Camera di Commercio di Milano, Microsoft Bing, Reply e Luxottica, è attualmente Digital Innovation Manager in CRAI Secom SpA, Docente presso l'Università LIUC nel corso "La comunicazione interattiva: blog, social network, app, business network" presso la facoltà di Economia e Management e Advisor allo IULM Innovation Lab. Esperto di Social Media ha esperienza come Speaker e Formatore ed è il creatore e redattore di SocialMediaLife.it e co-Founder di MobilitaPubblicoImpiego.it. Seguimi su:

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