Google Play Store segnalerà le app che consumano troppa batteria: arriva l’etichetta di avviso

di Francesco Giuliani

Molti utenti Android conoscono bene quella sensazione: la giornata è appena iniziata, ma la batteria dello smartphone è già quasi scarica. Spesso il motivo non è immediatamente evidente. Nella maggior parte dei casi, il responsabile è un’applicazione che continua a lavorare in background consumando energia senza che l’utente se ne accorga.

Per affrontare questo problema, Google ha deciso di intervenire direttamente nel Play Store, introducendo un sistema che permetterà di individuare più facilmente le applicazioni che incidono negativamente sulla durata della batteria.

Il Play Store inizierà a segnalare le app che consumano troppa batteria

Dal 1° marzo 2026, Google ha iniziato a distribuire una nuova funzionalità dedicata alla qualità tecnica delle applicazioni. L’obiettivo è identificare e segnalare quelle app che generano un consumo anomalo di batteria mentre funzionano in background.

Il sistema analizza in particolare l’uso dei cosiddetti “wake lock”, un meccanismo utilizzato dagli sviluppatori per mantenere attiva la CPU del dispositivo anche quando lo schermo è spento. Quando questo comportamento supera determinate soglie considerate eccessive, l’app può essere contrassegnata con un avviso visibile direttamente nella pagina del Play Store.

In pratica, prima ancora di installare un’applicazione, gli utenti potranno sapere se essa ha storicamente mostrato problemi legati al consumo energetico.

Non solo: se un’app continua a superare i limiti stabiliti da Google per il consumo di risorse, potrebbe anche essere penalizzata nei sistemi di raccomandazione del Play Store, riducendo la sua visibilità tra i suggerimenti automatici.

Che cosa sono i wakelock e perché possono svuotare la batteria

Il concetto di wakelock è centrale nel funzionamento di molte app Android. Si tratta di uno strumento che permette agli sviluppatori di mantenere attivo il processore anche quando il telefono sembra inattivo.

Questo sistema è utile in diversi scenari: ad esempio per completare un download, sincronizzare dati o eseguire alcune operazioni in background. Quando utilizzato in modo corretto non rappresenta un problema.

Il rischio nasce quando i wakelock vengono impiegati in modo eccessivo o non ottimizzato. In questi casi la CPU continua a lavorare anche quando il telefono è fermo in tasca o sulla scrivania, causando un consumo energetico silenzioso ma costante.

Secondo Google, una parte di questi casi non deriva da comportamenti intenzionali degli sviluppatori, ma da codice poco ottimizzato o dalla scarsa conoscenza di alternative più efficienti. Con il nuovo sistema di monitoraggio, l’azienda punta a rendere queste situazioni più trasparenti e a spingere gli sviluppatori a migliorare le prestazioni energetiche delle proprie applicazioni.

Cosa cambierà per gli utenti Android

Per gli utenti finali, l’introduzione di queste segnalazioni rappresenta soprattutto uno strumento di trasparenza. Quando si visiterà la pagina di un’app sul Play Store, sarà possibile individuare rapidamente eventuali avvisi legati al consumo della batteria.

Questo permetterà di valutare con maggiore consapevolezza se installare o meno un’applicazione, evitando quelle che potrebbero ridurre significativamente l’autonomia dello smartphone.

Il nuovo sistema non eliminerà immediatamente tutti i problemi di batteria: il rilascio della funzionalità avverrà in modo progressivo, e servirà del tempo affinché tutte le applicazioni vengano analizzate e, se necessario, aggiornate dagli sviluppatori.

Nel lungo periodo, però, l’obiettivo è chiaro: rendere il Play Store più trasparente e orientato alla qualità, riducendo la diffusione delle app che consumano energia in modo inefficiente e migliorando l’esperienza complessiva degli utenti Android.