I giovani scelgono Instagram, YouTube e TikTok come fonti di notizie

di Lisa Rondella

Nel 2026, il rapporto redatto dal Reuters Institute, intitolato “How young people get their news”, mette in luce un cambiamento significativo nel modo in cui i giovani accedono alle notizie. Le piattaforme social, tra cui Instagram, YouTube e TikTok, si affermano come le fonti principali di informazione per le nuove generazioni. Inoltre, l’uso dell’intelligenza artificiale sta diventando sempre più comune tra i giovani, evidenziando una crescente insoddisfazione nei confronti del sistema informativo tradizionale. Questo scenario rappresenta una delle sfide più rilevanti per il settore dell’informazione.

Analisi dell’indagine

Il rapporto si basa su un’indagine condotta in nove paesi, tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Germania, Danimarca, Italia, Spagna, Giappone e Brasile. I partecipanti, giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni, sono stati definiti ‘nativi social’. I risultati mostrano che le piattaforme visive dominano il panorama informativo per questa fascia d’età. Instagram emerge come la fonte preferita dal 30% degli intervistati, seguito da YouTube con il 23%, TikTok al 22% e X (ex Twitter) al 20%. Un dato particolarmente rilevante è il crollo dell’uso di Facebook, sceso dal 53% al 16% negli ultimi nove anni, segnalando un cambiamento radicale nelle abitudini di consumo delle notizie.

Preferenze nella fruizione delle notizie

All’interno del contesto dei social media, i giovani mostrano una netta inclinazione verso i singoli creatori di contenuti. Infatti, il 51% degli intervistati dichiara di seguire questi individui piuttosto che i tradizionali brand informativi, che ricevono solo il 39% dell’attenzione. Circa il 64% dei giovani legge notizie quotidianamente, ma in modo sporadico e non intenzionale. Solo il 14% accede alle notizie principalmente tramite siti o app dedicate, mentre il 40% si affida ai social e il 26% utilizza i motori di ricerca. Inoltre, il 15% dei giovani ammette di utilizzare l’intelligenza artificiale per informarsi almeno una volta alla settimana, un dato che contrasta con il 3% degli intervistati di età superiore ai 55 anni, evidenziando un netto divario generazionale nell’approccio all’informazione.

Rappresentanza nei media

Un aspetto allarmante emerso dal rapporto è che il 31% dei giovani ritiene che la propria fascia d’età non sia adeguatamente rappresentata dai media. Questa percezione di esclusione potrebbe alimentare una crescente sfiducia nei confronti delle fonti di informazione tradizionali, spingendo i giovani a cercare alternative nei social media. L’industria dell’informazione si trova quindi a dover affrontare la necessità di adattarsi a queste nuove dinamiche, cercando modalità efficaci per coinvolgere e rappresentare meglio un pubblico giovane, sempre più critico e consapevole delle informazioni che riceve.