Tentata rapina a Muro Leccese: condannato un uomo, il complice rimane sconosciuto

Gianni Pulimeno, 28enne di Cursi, condannato a quattro anni per tentata rapina a Muro Leccese; il colpevole è stato identificato grazie a prove forensi e testimonianze.
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Un episodio di tentata rapina avvenuto a Muro Leccese ha portato alla condanna di Gianni Pulimeno, un 28enne residente a Cursi. L’udienza si è svolta il 9 giugno e ha visto il tribunale emettere una sentenza di quattro anni di reclusione per l’imputato. La vicenda risale al 23 novembre del 2021, quando due banditi tentarono di assaltare un commercialista e sua moglie all’interno della loro abitazione.

I fatti della tentata rapina

La tentata rapina si è verificata in una villetta situata alla periferia di Muro Leccese. I due malviventi hanno fatto irruzione nell’abitazione mentre le vittime erano presenti. Durante l’assalto, i banditi hanno aggredito brutalmente la coppia, ma la reazione del padrone di casa ha cambiato le sorti dell’episodio. L’uomo è riuscito a mettere in fuga i ladri prima che potessero portare via qualsiasi oggetto.

L’aggressione non è stata priva di conseguenze: la donna ha riportato ferite dopo aver sbattuto la testa contro un tavolino durante il tumulto. Nonostante ciò, grazie al coraggio del marito e alla sua determinazione nel difendere la propria famiglia, i ladri sono fuggiti senza alcun bottino.

Indagini e identificazione dell’imputato

Le indagini successive all’incidente sono state condotte dai carabinieri della compagnia di Maglie con grande attenzione ai dettagli. Gli investigatori hanno esaminato vari elementi per risalire all’identità dei malviventi coinvolti nella rapina. Un aspetto cruciale delle indagini è stato l’analisi dei circuiti di videosorveglianza presenti lungo il percorso seguito dai ladri durante la fuga.

Inoltre, gli agenti hanno recuperato alcuni reperti lasciati sul luogo del crimine dai banditi: tra questi vi erano un passamontagna e un guanto abbandonati durante la colluttazione con le vittime. Questi elementi forensi sono stati fondamentali per ricostruire quanto accaduto quella notte.

Pulimeno è stato identificato grazie al test del DNA effettuato su un berretto perso durante lo scontro con il padrone di casa; questo elemento ha confermato definitivamente la sua presenza sulla scena del crimine.

La sentenza e le conseguenze legali

Durante l’udienza tenutasi lunedì scorso sotto la presidenza del giudice Pietro Baffa, insieme ai giudici a latere Chiara Panico e Roberta Maggio, Pulimeno è stato riconosciuto colpevole della tentata rapina ed è stato condannato a quattro anni dietro le sbarre. Inoltre, come parte della sentenza viene prevista una provvisionale in favore delle parti civili rappresentate dall’avvocato Salvatore Corrado.

Il legale difensore dell’imputato era Carlo Viva; tuttavia non ci sono state dichiarazioni pubbliche riguardo alle intenzioni future riguardo eventuali appelli o ulteriori azioni legali da parte dello stesso Pulimeno o dei suoi avvocati.

Il complice coinvolto nella tentata rapina rimane ancora sconosciuto alle autorità competenti; gli investigatori continuano a lavorare per cercare ulteriori prove che possano portare alla sua identificazione ed eventuale arresto.