Mercoledì 28 maggio, un episodio di violenza ha scosso il quartiere di Tor Bella Monaca a Roma. Un uomo armato di katana ha tentato di opporsi all’arresto da parte dei carabinieri, mentre i suoi figli hanno cercato di ostacolare l’operazione. L’intervento delle forze dell’ordine ha portato all’arresto del padre e del figlio, mentre le due figlie sono state denunciate per le loro azioni.
La minaccia con la katana
Un romano di 59 anni è stato protagonista dell’incidente avvenuto in largo Mengaroni. Alla vista dei carabinieri della Stazione locale, l’uomo ha estratto una katana e ha minacciato i militari. Nonostante il tentativo intimidatorio, gli agenti non si sono lasciati intimorire e hanno proceduto al controllo. Durante la concitata situazione, l’uomo ha cercato anche di colpire uno dei carabinieri, ma è stato prontamente bloccato grazie all’intervento tempestivo di un’altra pattuglia.
Dopo averlo disarmato della spada giapponese, gli agenti hanno scoperto che l’uomo nascondeva nel marsupio un coltello a serramanico. Questo ulteriore ritrovamento ha aggravato la sua posizione legale e dimostrava una chiara intenzione a resistere alle autorità.
L’intervento dei familiari
La situazione si è complicata ulteriormente quando il figlio dell’uomo, un romano di 37 anni, è accorso sul posto per difendere il padre. Con atteggiamenti aggressivi, il giovane ha spintonato i carabinieri nel tentativo disperato di favorire la fuga del genitore arrestato. Tuttavia anche lui è stato rapidamente immobilizzato dalle forze dell’ordine.
Nonostante ciò che stava accadendo davanti ai loro occhi, le due figlie – una 19enne e una 35enne – non si sono tirate indietro e hanno deciso d’intervenire anch’esse nella speranza d’aiutare padre e fratello. Le giovani donne hanno iniziato a minacciare verbalmente i carabinieri mentre cercavano addirittura d’aprire le portiere dell’autoradio per liberare i familiari in custodia.
L’azione delle ragazze non solo non è riuscita nel suo intento ma ha portato alla loro denuncia da parte delle autorità presenti sul luogo degli eventi.
Conseguenze legali
Alla fine della serata tumultuosa in largo Mengaroni, sia l’uomo armato che suo figlio sono stati arrestati dai carabinieri e condotti presso le strutture competenti per affrontare un’udienza preliminare presso piazzale Clodio. Le accuse nei loro confronti includono resistenza a pubblico ufficiale ed uso improprio d’arma bianca.
Le due donne coinvolte nell’incidente dovranno affrontare conseguenze legali separate rispetto ai reati commessi durante il tentativo fallito d’aiutare i familiari arrestati.